Cinque minuti

Il mondo non esisteva,
come un futile rumore scivolava lontano.
Quell'appiglio ad una realtà onirica
ne era stato artefice,
avvolgendoti perfettamente a sé.
Il mondo ti chiama,
finito il rullino la voglia di fotografare permane,
perché di quell'attimo è necessario almeno un altro scatto.
Allora la voce con due parole uccide il silenzio:
"cinque minuti".
Il mondo si arresterà
in quel breve lasso di tempo infinito.
Insieme germoglieranno dubbi, dolori, piaceri, soluzioni.
Allora il caos intimo compenserà quello straniero
e la quiete sarà il sublime frutto di quell'equilibrio.
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