Inquietudini

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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Secondo la mia lettura, il poeta ci fa muovere in un'atmosfera situata tra Baudelaire (per la presenza di quell'"albatros" qui morente, e non catturato come nelle "Fleurs du mal") e Pessoa (per il riferimento, fin dal titolo, all'inquietudine, a quell'ansia ben presente nell'autore del "Libro dell'inquietudine", appunto) . Ad una certa età, sembra dirci il poeta (secondo la mia interpretazione), si comincia ad avere paura di osare, di comportarsi spensieratamente come i giovani. A nessuna poesia fanno male i riferimenti letterari, ed in questa opera essi mi appaiono particolarmente adeguati.
