Scordavo di dire
Squame di bambino
nei gesti logori
son l’espressione umana
nel mio corpo rilegato
rivoluzione o vecchiaia?
o ancora l’argonauta
di un orpello in rilievo
eppur mi scorgo sarto
del mio mantello strascicato
per la feroce giusta diffidenza
non bado alla pioggia
o al fango che circonda
i baveri di uno spazio diafano
e non bado agli uccelli
imploranti al mio davanzale
come vaticini
in assenza di preghiera
bado solo
alle fatiche della ragione
che ristagnano nelle mie tasche
e ogni tanto disperdo
per comporre i dubbi regolari
del mio recitare
scordando sempre
di essere io
l’attore di me stesso
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Sincity
Commenti (1)
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L
Landido11 novembre 2007
introspezione che, dalle ricercate parole, scturisce da una profonda analisi di sè. molto bella
