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Fantasia 15 settembre 2017 · lettura 6 min · 943 letture

Partenza intelligente

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Decido di partire non come fanno tutti alla mattina presto: ma partirò di sera appena scende il fresco verso la mezzanotte con il cielo stellato: e se c'è luna piena vado tutto sparato sull'autostrada deserta. Carico un po' di bagaglio il minimo occorrente dato che siamo a luglio occorre poco e niente per tre giorni in riviera: due magliette alla moda i calzoncini corti mocassini leggeri la mia canna da pesca e gli occhiali da sole: l'albergo è già pagato e pure il pieno è fatto: e non vedo il momento di far questo viaggetto da adulto smaliziato anticipando tutti: sarà praticamente una partenza intelligente. Così pensavo seriamente e lo pensavo ancora realmete quel giorno a mezza sera prima di colmare, tollerante il cofano capiente che mia moglie, incosciente caricava insistente ciò che veniva in mente: stava esagerando veramente: la sua mantella in feltro il capellino di paglia l'ombrello per la pioggia le polacchine a punta e l'asciugacapelli. Avrebbe caricato il rimanente sul sedile di dietro: non c'era più spazio per fortuna si sarebbe portato anche la luna. Mancano poche ora alla solenne partenza e il mio bolide è pronto: ho riacceso il motore riprovato le luci esaminato i freni tutto risulta a posto: la basculante accosto e salgo sul terrapieno ad ogni vento esposto: volgo lo sguardo al cielo e ai miei occhi non credo: vi son nuvole dense che si spandono a velo. Trovo già apparecchiato e mentre mangio un boccone penso, che parto anticipato: "mi salvo dalla pioggia e dall'asfalto bagnato..." dico a mia moglie a lato. Per zelo e prevenzione mi metto già in azione: chiudo le centraline del gas e dell'acqua corrente spengo l'ultima luce nel salone sortiamo, e richiudo il portone: non piove ancora a dirotto ma scende un brutto acquazzone. Metto il bolide in moto e parto mezzo sparato e se son fortunato trovo la strada deserta: col parabrezza appannato la tangenziale imbocco e arrivato al casello trovo tutto allagato e all'unico sportello è una fila da schianto: mi sporgo a curiosare ma non c'è via di sbocco. Calmo ti devi stare dice mia moglie a lato: che cosa ci vuoi fare se ci hanno anticipato sul piano programmato? ma son rimasti fregati perché si son beccati un'ora in più di bagnato. Intanto s'è allungato il serpente gommato: ognuno avea pensato di viaggiare isolato: piove ancora a dirotto sul piazzale allagato. Quanto tempo è passato sperando, fiduciosi che schiarisse d'un tratto: e abbiamo atteso nervosi finché l'acqua è cessata che ormai l'alba s'è fatta. Non sono solo adirato ma sono inviperito per la sfiga incocciata: ora, se ho ben capito qualcuno è già passato oltre lo sbarramento. Provo a mettere in moto e alla marmitta intasata per l'acqua che ha bevuto le scappa uno starnuto: e col motore spento rimango lì, fottuto: ma non mi do per vinto e riprovo, cocciuto: giro la chiave di scatto sul quadro del cruscotto e il ruggito già sento del bolide potente. Albergo cinque stelle cucina alla francese si mangia tutto in bianco: bavettine alla crema sughetti e besciamelle puoi scegliere al bancone fornito di animelle di zucchine ripiene di frittelle alla panna e frattaglie di pollo rognoncini glassati e omelette alla flamme. Ma di spaghetti al dente che sapevan di arselle rosolate in padella non si è saputo niente: e insieme al pesce fresco pur la bistecca è assente per chi sta qui presente: "un sorbetto alla menta?" mi chiede sorridente un cameriere eloquente: lo guardo un po' stizzito ma non fiato e sto zitto la mia verve si è spenta ma la foga è costante e ormai sono già stanco della vacanza fetente. Cerco di rilassarmi facendo una nuotata e un tuffo, per distrarmi dalla noia stressante: non che manchi lo svago c'è la sala da gioco il veglione danzante col liscio figurato: c'è il karaoke perfino e il comico truccato: si balla pure il flamenco con la chitarra solista e c'è tanta richiesta per un abile artista dell'occulta magia: ma io non mi diverto e fumo come un turco e mi sento osservato come quel condannato in soggiorno coatto. Col fegato ingrossato il week end è terminato e fagotto rifaccio caricando a casaccio fino all'ultimo straccio: "ma non parto di notte in maniera cretina" dico a mia moglie a lato: "partiamo di mattina col sole già levato e sostiamo in un prato per fare uno spuntino". Parto di nuovo sparato pigiando sul pedale e m'accorgo d'un tratto del traffico intasato: "forse fanno un ritoccco sull'asfalto sbucciato sarà cosa da poco" mi ripeto già urtato. Mannaggia alla pupazza e alla sventura sozza non son lavori in corso che han bloccato la corsa e intasato il percorso senza troppe risorse. Lascio il bolide in sosta in colonna invischiato e a saltelli mi sposto sulla zona implicata e da me stesso noto un mucchio di rottami e lamiere contorte e vetro sbriciolato di fari e parabrezza da occultare l'asfalto. Rimango un po' scioccato per la sciagura immane: mi sento sconsolato e ormai sono bloccato chi lo sa fino a quando e mi sfogo fumando. Sto scaricando il bagaglio dal bolide vistoso di souvenir stipato che mia moglie ha comprato con giudizio infondato: un cestino di paglia e un pendolo costoso: una conchiglia di Giava che da tempo bramava: una piccola sveglia e una grossa tovaglia: i dardi col bersaglio e un enorme ventaglio tutto dipinto ad ilio che troverà l'appiglio sulla parete del bagno: non ho preso un abbaglio e son del tutto sveglio e il fatto non mi coglie colmo di meraviglia. Qualche giorno è passato dalle vacanze in riviera: sono già rilassato ma rimango esitante come se in qualche modo mi avessero gabbato. Non c'è più la bufera e quando vien la sera esco nel terrapieno e guardo il cielo sereno di stelle tappezzato: e sto intrecciando un nodo per uscir dall'impaccio del bizzarro capriccio del viaggio organizzato per l'andata e ritorno in modo intelligente: per tener bene a mente così come era andata la geniale bischerata.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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