Biliardino e miracoli
Ma allora è vero!
Stasera
mi sono divertito
perché ho giocato con gli amici a biliardino
e ci sono riuscito.
Per la prima volta
ci sono riuscito, ho sorriso,
ho riso
mi sono divertito.
Alloro poetico, cadi!
Che vali, se all’animo umano
più forte è il trionfo nel gioco, che valgono
le Rime Scelte, i commenti, gli onori
se una sola volta un sorriso
con gli amici ben più mi ha inebriato!
Allora è proprio vero
che sono strano.
Alloro poetico, scusami.
Finché così raro
sarà il mio divertirmi da essere umano
tu sempre presente
mai sarai vano.
Per un attimo, però, mi è piaciuto
averti scordato.
©
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Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano21 settembre 2017
Con questa poesia, ancora una volta tecnicamente costruita in modo interessante, il giovane poeta riesce di nuovo a toccare una corda molto simile alla mia. La poesia, la letteratura, l’arte e il pensiero in generale sono parecchio esclusivi, e riescono ad attrarci così fortemente da impedirci di godere delle gioie semplici, alla continua portata della maggior parte della gioventù. E, quando capita di assaporarle (anch’io giocai, rarissimamente, a biliardino), il nostro godimento è più grande di quello di coloro che vi sono abituati, perché le eccezioni hanno sempre un gusto più intenso, in quanto (lo intuiamo) soltanto provvisorio.