Respirando
Maria Vittoria Spinoso
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A piene narici respiravo quel silenzio,
dei cortili della mia città.
Profumavano di anime
che vissero fatiche,
tra i focolai spenti ed anneriti.
Di grano antico era il pane,
impastato da mani sapienti
senza smalti.
La dolce nenia giungeva
come un dono dalla nonna,
seduta nella sedia dondolante,
rapiva la mente ed annullava il canto.
Le mani vecchie sue nodose,
aggrovigliate al vecchio suo rosario,
insieme ad un nero libro di preghiere.
sembrava vivessero in simbiosi.
In quella stanza unica per tutti
mattoni rossi solcati ormai da tanti,
saggezza e povertà, vissero
profumo di ricchezza!
Vorrei tuffarmi ancora in quel passato,
avverto desiderio struggente di
semplicità, ormai perduta!
©
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L'autore
Maria Vittoria Spinoso
Si può iniziare a scrivere anche quando i capelli sono diventati bianchi. Ritengo che l' esperienza giunta al culmine della vita può raccontare molte più cose. Il mio maestro è stato Bruno Baldassarri, conosciuto in alcuni miei viaggi che mi hanno portato in Toscana ,dove lui è nativo ed è stato un discepolo di
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