Per ogni bocca apparecchiata
Il salto della rana
non va sempre allo stagno
qualche volta
resta tra le pieghe
delle sue zampe
ad ingoiare
una mosca troppo ardita
viziata
dalla pazienza d’asino.
Un bastone aguzzino
batte la coda del cane
nella sua corsa
tra le gambe di un tavolo
ma basta un osso
e un tremito girevole ciondolante
ad orecchie basse
gli dà la compagnia del suo perdono.
Ad alzarsi voluttà
sono fortezze
come i castelli di sabbia
granelli sull’orlo di una palpebra
dove batte il vento
prima di sparire
infagottato in un foulard.
Un passo indietro del cameriere
che banchetta briciole
nel palmo di una mano
a fine pranzo fa miagolare il gatto.
Di tanto in tanto
s’imbocca anche una scala
quelle nel profondo d’osteria
con una scatola di cartone
e per vocazione all’apparire
a tutto tondo la chiami ventiquattrore.
Per ogni bocca apparecchiata
ladra o guardiana
nessuno è risparmiato.
©
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