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Poesia 2 ottobre 2017 · lettura 1 min · 695 letture

Filius Terrae

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Ruggiero 28 poesie pubblicate
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Ricordo le palpebre pesanti di un sonno non ancora estinto, di una fresca mattina d’ottobre ancora spenta nelle tenebre. I solchi lavorati, pronte le zolle; il terreno scelto, posto a colle. Era l’obiettivo, la nostra meta, il grembo per seminar la vita. L’alba profumava sì frizzante, il braccio di mio padre pronto. Seduto ne seguivo ogni gesto il lavoro, la fatica e il contesto. Curiosità,sì acerba in presenza, seguiva l’uomo in lontananza. Precoce il tempo per l’azione, esser presente, la sola lezione. Terra d’antichi pregi e di valori, m’hai temprato a gioie e dolori: memorie che m’hanno formato, radici di vita che ho custodito.
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