Ambrosia

Esplode la mina vagante
di amore sognato.
Catturo le schegge
fra spazi aperti
di vigne dipinte di giallo .
Canta per me
un merlo stonato,
mangia un grappolo
d’uva dimenticato .
Mi nutre d’ambrosia.
Lo nutro d’ambrosia.
Parole d’amore,
amplessi, sguardi e
carezze .
Sentieri percorsi
fra mille profumi di bosco,
ringrazio un dio
che nemmeno conosco.
Lo stesso che prende
e che dà senza pietà.
Alla sera litigi di piedi
fra coltri bagnate d’amore
per non cedere
al giorno che muore.
E nel tempo
aurore nascenti
torcigliano un raggio di luce
cingendo di buono
gli amanti e le menti.
E oggi godiamo
un dipinto recente
bagnato del rosso amaranto
d’un cuore
che batte splendente
senza rimpianto.
©
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