Andante
Gli applausi
come pioggia battente,
e l’intensità dei battiti
a guisa di scalpitii di cavalli in petto,
lì, dove l’attrice non ero,
sul palcoscenico fermo della vita.
Morta,
dinanzi all’abbandono,
o forse il fato fatto
tale lacerante strappo volle,
il mio personaggio
di cocci di vetriglia,
io calma e drammatica
ironica e accartocciata
ad attendere l’indifferenza
dinanzi ai tagli della vita.
I chiaroscuri del cielo,
il desiderio di luce,
ascosa nell’ombra trionfale,
mi rende una maschera
grottesca e silenziosa.
E come anelano e annaspano
i desideri remoti,
a cancellare i solchi scolpiti
solo la pioggia affonda...
sulla cartapesta indossata,
che, penetra silenziosa,
laddove neppur’io desiderosa
potrò capire.
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Commenti (1)
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Patrizia Muttoni21 novembre 2017
L’abbandono è cosa seria e mettere una maschera di persona forte che accetta con disinvoltura questo triste momento della vita, descrizione molto incisiva.
