Delirio
oh vita
che spudoratamente
con furia ti accanisci
mentre stanca e stremata
l’anima mia combatte:
tosto, sul mio dolore
avida fai scoccare
l’acuminata freccia
e impietosa colpisci
questo povero cuore
che spossato si abbatte:
da me che teco invoco
ingrata, non gradisci
neppure per un poco
l’intensa umiliazione:
e nell’orgoglio ferisci
quest’anima già spenta
nella sua dignità:
persino mi carpisci
la flebile fiammella
dell’incerto miraggio
e tutto in me sfiorisci.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!