L’immenso niente
Sono vuoto
vuoto
come è vuota una siringa usata,
abbandonata all’angolo di una lurida strada,
dove un pianto di disperazione
si confonde con l’urlo assordante
delle macchine in corsa.
Sono vuoto
vuoto
come sono vuote le promesse dei politici,
annunciate in campagna elettorale,
e decantate con febbrile eccitazione
nelle piazze,
gremite di idioti.
Sono vuoto
vuoto
come è vuota una fila di persone
in attesa d’avanti a un supermercato,
pronte a barattare l’anima,
con un mucchio di cose inutili,
in una notte di Natale.
Sono vuoto
vuoto
come è vuoto lo stomaco di un bimbo affamato,
incapace di alzare un braccio
e i cui occhi,
sono tanto ricchi di sogni
quanto è ricco d’acqua
un deserto in estate.
Io sono il vuoto
il vuoto stesso:
un nulla circondato da immondizia,
che inghiotte tutto ciò che lo circonda,
e che pur prendendo tutto,
in fine
non si ritrova in mano
altro che se stesso.
©
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