L’innominato (malavita di tutti i giorni)
Era deciso e sicuro
dopo aver ponderato
sul complicato contesto:
con molta discrezione
si diresse nel punto
da prima meditato:
con l’arma sfoderata
ben stretta nella mano
non perdeva di vista
quell’area molto vasta.
Non trascurava l’idea
che lo scontro includesse
la trappola mortale
che l’infedele ordiva
nello spietato impatto:
tutto era già scontato.
Nel buio dominante
dietro un rottame celato
tese l’orecchio e, sentiva
non di certo un lamento
e capì dall’accento
che il sentiero era giusto:
sempre bene occultato
si eresse un po’ col busto
essendo più che sicuro
di non essere visto.
Indugiava paziente
che il vile rinnegato
facesse la sua mossa
attese, non agitato
qualche minuto ancora:
eccolo! l’impudente
sussurra repentino
col braccio già mirato:
lo sparo venne attutito
dal silenzioso apparato
al cuore aveva mirato
e non aveva fallito.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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