Pazzo gennaio

È di nuovo domenica.
s’affaccia per gioco
il sole d’inverno.
Onde di risacca
uniscono le nostre lingue .
Un raggio
ci invita ad adagiarci
sul letto di alghe,
dove ragazzi del 68
consumavano verginità
in corpi e pensieri.
Poi cambia idea, il sole,
torna a nascondersi
negando calore e
impedendo nudità e amore.
È pazzo gennaio.
Ci scalda ancora
ma per poco.
Incurante dei desideri
di giochi amorosi
ordina alle nuvole
di piangere un pò per noi,
per le nostre miserie,
per l’ uomo
che non riconosce l’uomo.
E allora torna l’inverno
quello dei pensieri pesanti .
Poi ancora ricordi,
flash di corpi nudi a metà, di
gonne sollevate fra sabbia e alghe
nei vespri estivi umidi di passione.
Freddo e indifferente, ora,
l’azzurro fra le nuvole.
Io sento il tepore della tua pelle,
le tue braccia tornano a stringermi
e quelle nuvole inviano
messaggi incomprensibili .
Mi chiedo cosa manca per l’amore.
quello speciale che sussurra
di schiuma .
Poi un caldo raggio
pur esso impaurito
dice che faccio parte
di questo mondo .
Fortunata in questa
domenica d’inverno
con te che mi parli
e sorridi dei tuoi primi amori
consumati senza cellulare
sotto le stelle .
©
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