Di versi e venti mancati
Il vento può cambiare e il verso mio elevare
si potrà, come fa l’acqua del nostrano mare
lambendo le pendici del Castello di Virgilio, ed allor io potrò cantare
ed a ragione dire che a farmi poetare
son state l’aure fertili, feconde campane
ellenizzanti, e l’austere glorie romane
ch’insieme m’han cresciuto e a te, latina terra antica mia dimora, potrò dire
d’essere a buon diritto il tuo cantore
e Roma e Albano e Napoli elevare.
Ma il vento può cambiare, certo, e il verso può ispirare; io, per ora
mi fermo al suo sussurrare
e so che potrei farlo bello e grande come il mare
nostrum, e potrei sublimi vette allor lambire ed arrivare
con verso e vento ad alto poetare; io per ora a riverire
il vento mio interiore
solo mi so fermare
e pur mi fa gioire.
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Direi che il vento sia già cambiato... bella Poe!! (Antonella Scamarda)
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