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Spirituali 6 febbraio 2018 · lettura 3 min · 775 letture

Kronos et Karios

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Il tempo, incede celermente ma con l’inevitabile finale: non ha una leva di comando ma il suo movimento è geniale: non ci curiamo pur se sta passando o lo notiamo solo vagamente ma se di salute stiamo male ci accorgiamo che passa lentamente. Come un filo, da una parte si svolge e svolgendosi tende a sviluppare situazioni difficili o normali che dovremo con logica osservare: dall’altra parte si avvolge e nell’avvilupparsi nell’assale Kronos, che il suo tempo ha terminato distrugge tutto quello che ha creato e se lo porta seco assai spietato lasciando solo tracce, del passato e avviluppandosi vuole dimostrare che in tutto quel periodo lui c’è stato. Mentre Kronos, va avanti spensierato fino a terminar la sua durata alternativamente e molto spesso fa la sua comparsa un altro tempo a volte, colmo di vittoria e di successo altre, vi si frappone qualche contrattempo, è come una "parentesi" nel lungo documento ma non puoi calcolarne la durata può essere breve o lungo alquanto: è il momento di Dio, che agisce su di noi e accettar lo dobbiamo più che mai Kairos, definito come "un’occasione" ma pur come il momento dell’azione: e l’opportunità, la dovrai subito sfruttare perché durar potrà solo un momento: non tollera ritardi o esitazioni quel tempo, che in fede, è disegnato dall’onnipotente Dio che ci ha creato: è il momento che Dio ci ha riservato ricordandosi dei doveri suoi. Si manifesta sempre all’ improvviso Kairos, a volte guardandoti sul viso a volte negandoti un sorriso sia nel momento della malattia quando si pende tra la vita o la morte e il medico, vede solo diagnosi contorte o spesso ribaltando la tua sorte: o quando terminata una battaglia resterà solo un grido di vittoria e l’onore di avere una medaglia: o quando il coraggioso marinaio sventa la trappola del mare con l’astuzia di un lupo solitario: nel momento che si dichiara guerra che porterà distruzione nella terra con negoziati ed alleanze rotte o nel momento di tripudio per la pace: ma il momento più bello, è dimostrato è quando si battezza un neonato nel nome di dio che ci ha plasmato. I due tempi, si prendono per mano e il loro cammino non ha fine il primo gode del quantitativo l’altro si avvale del qualitativo che serberà i ricordi adamantini e pure quelli che ci dan motivo di tristezze, immortalate da violini: ti accorgerai, pure se sei distratto che Kairos ti sta cercando con tatto è la voce di Dio che sta chiamando sia per il bene nostro oppur pel male affrettarsi al richiamo, dove o quando.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


, complimenti! (Marinella Fois)

Commenti (4)

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Galante Arcangelo6 febbraio 2018

Pensieri, impressioni e riflessioni, poeticamente, profonde e condivise totalmente. L’autore, nel testo, ben esprime le sensazioni del tempo, che dissolve ogni cosa, con il suo inesorabile trascorrere, ammonendo l’uomo di non lasciarselo sfuggire, giacché, presto o tardi, quello delle buone occasioni, sta per terminare. Poesia davvero apprezzata, nel suo significativo e concreto contenuto.

Berta Biagini6 febbraio 2018

Non ci si stanca di leggere questi versi – una vera lezione di vita dove trovare anche quel minimo di coraggio e riconoscere quanto a volte siamo incoscienti nel modo di comportarsi. Bisognerebbe sempre approfondire il perché avvengono certe cose, alle quali non diamo peso assolutamente, forse la nostra vita prenderebbe un’altra strada ed il rimorso che un domani potrebbe invaderci, lo sopporteremo senz’altro in altro modo.

Marinella Fois7 febbraio 2018

se ho ben capito... in questi versi, leggo un bel messaggio... non aspettare domani se puoi farlo oggi. Un bel testo per un meritato elogio.

carla vercelli14 febbraio 2018

Molto interessante, articolata e sviluppata dal poeta la distinzione fra Kronos e Kairos, già tipica dei pensatori greci, e poi ripresa dalla visione biblica e cristiana. Il Tempo ha una dimensione orizzontale e ciclica, una sorta di eterno ritorno scarno di senso e un’altra dimensione verticale e lineare, che si apre alla relazione, all’incontro con l’Altro, per eccellenza Dio. Il tempo, in questa visione, è il tempo che è stato compiuto e riempito da Dio, come si evince dai versi. Molto piaciuta ed apprezzata!