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Sociale 11 marzo 2018 · lettura 2 min · 876 letture

Le mani che uccidono

Eleonora Capomastro Orofino 35 poesie pubblicate
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Quante volte hai sentito le mie grida e alla tua coscienza ti sei negato? Rifugiato dietro la tua porta, trattenendo il fiato. Ad alzar il volume della tele per non sentir quel rumore al quale ormai sei abituato. Guardami! Sono la madre che chiede aiuto. Guardami! Sono il diverso che viene pestato. Guardami! Sono le urla dei tuoi vicini che litigano ad ogni minuto. Sono quello a cui dai ragione o quello che se l’è cercato. Quanto sollievo trova l’anima misera, dall’alto di uno scanno a sentenziare! Più sicura è l’omertà che l’esporsi e intervenire! Dietro alle tende a sbirciare, spettatore passivo inchiodato dalla suspense di un film non tuo: qui non girano una scena e l’epilogo è un evento che ancora può esser cambiato! Prima che questa storia, diventi l’ennesimo "dramma annunciato", per cui a posteriori sentirti magari colpito ed immedesimato. Quando il pericolo non sfiora personalmente, più facile è nascondersi per la paura delle conseguenze. Più facile dormire, zittire le coscienze. Molte le mani che mi hanno ammazzato: sono quelle della violenza, le più facili da accusare. Poi, vi son quelle di cui è più scomodo parlare: quelle dell’indifferenza di chi sta attorno, di chi le tiene in tasca e continua a guardare, quelle che pian piano ti condannano ogni giorno. Io, persona come te. Io: tua madre, tuo fratello, tuo figlio, per cui saresti intervenuto. Io che tanto ho gridato e ora sono muto.
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L'autore
Eleonora Capomastro Orofino
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Commenti (1)

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Stefana Pieretti11 marzo 2018

testo drammatico per l’argomento attuale che fa male alla coscienza per l’indifferenza del vicino per la mancanza di condivisioni una poesia che fa rabbrividire per la cruenta realtà.