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Fantasia 26 marzo 2018 · lettura 4 min · 1005 letture

Il buon pirata

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Si svegliò come al solito in ritardo quella mattina, il Padreterno: era incavolato, ed il suo sguardo non prometteva niente di paterno per via delle beghe di un testardo fra i tanti che fanno parlamento nel vasto continente sardo: indi, sbircia la lista sul quaderno. Ciò fatto, guizza via dal lettino e stropiccia gli occhi con le dita bagnate con l’acqua del catino: l’economia è il sale della vita perciò teneva l’acqua nel camino sin dalla sera prima, ben gestita fino a quell’ora del mattino e fu una cosa assai gradita. Il mezzo bagno non l’ha certo rilassato lesto chiude il cancello e il volo spicca librandosi veloce, come un falco braccato e affronta l’universo, palesando fatica: d’incanto non è più tanto svogliato e ritorna vivace, in men che non si dica. Ora, il nostro Dio paziente e buono scende, vertiginosamente in picchiata superando la velocità del suono e rischia molto grasso il buon pirata attraversando il buco dell’ozono: arriccia forte il naso all’aria sciata e pensa che l’uomo, non merita condono giacché vuole del mondo la disfatta. Ancor più sotto scende e tra le nuvole bianche non visto da nessuno, si distende per riposar le membra stanche ma purtroppo qualcuno lo sorprende: son le guardie del corpo e finanche l’Arcangelo, che giammai si arrende e si avvicina, con roteare d’anche. "Gabriele"! dice Dio onnipotente "non pedinarmi troppo da vicino sennò ti ritiro la patente di protettore del Divino": "richiama la squadra qui presente e lasciami goder questo mattino": "se dovessi aver bisogno urgente ti rintraccio col mio telefonino". Poi, l’onnipotente signore avvista della terra il suolo e riprende la discesa con vigore: nelle vicinanze addrizza il volo e usando la marcia inferiore si gode il panorama, tutto solo puntando sull’isola maggiore: e mentre plana sul molo ammira la città con grande amore iniziando a svolgere il suo ruolo. Gira nei dintorni e tutt’a un tratto vede il cortile gremito di una scuola e a volo basso, vicino s’è adagiato: ai vispi ragazzi, dice una frase sola "cosa farai da grande nel creato"? molti non han sentito una parola ma lo stopper, che rimasto attratto fa un giro di scatto sulla suola e blocca il pallone esterrefatto sentendosi chiudere la gola. Dura soltanto un attimo il clamore per quella brevissima invasione e si riprende a calciare con furore: si chiedon, chi fosse quel burlone che interruppe la partita del cuore poi, ricomincia l’ora di lezione. Questo era l’intento del Signore sobillare i ragazzi all’avvenire e il compito fu svolto con rigore: i cherubini son pronti a ripartire e preparan l’ascesa con fervore che nell’avvio fanno sentire lo sbatter d’ali con fragore come se dovessero fuggire. Cabra beatamente sta a gioire Dio, su lidi ameni, avvolti nel tepore e men su siti che fanno inorridire: intanto sente un poco di languore e da "Rinaldo" il pranzo fa servire: assaggia di tutto per acquistar vigore poi accarezza i baffi, prima di svanire lasciando i vigilantes nel torpore dopo il grappino, per meglio digerire e degustar l’impareggiabile sapore. Il suo lavoro non è stato vano perché lo stopper ammenta la chiamata e mentre si rilassa, seduto sul divano pondera, e fa una tesi accurata e accarezzando il mento con la mano risponde a quella voce vellutata: "cosa farò da grande"? dice piano e lo ripete, in modo assai pacato.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (2)

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carla vercelli26 marzo 2018

Un po’ lunghina... a volte ci si perde nella narrazione, comunque scritta molto bene, con rime di vario tipo e soprattutto divertente (Dio col telefonino che rintraccia l’Arcangelo Gabriele, per esempio...) e anche significativa: c’è molta incertezza e sgomento sul futuro tra i ragazzi, tanto da non porsi neanche più il problema di "cosa diventare da grandi"... L’incursione del buon pirata, di Dio, in un campo di calcio, ha l’effetto di sobillare in loro questa domanda. Molto originale, una fiaba moderna!

Berta Biagini26 marzo 2018

Ho voluto rileggerla, perché oserei dire spassosa – ovunque l’autore lascia qualcosa di unico ed anche fantasioso che cattura. Vero momento di relax.