Senza chiaror

Il più è il colore della porpora
Per non perdere la ragione
E confondersi
Mettersi in gioco, ancora amore mio letterato.
La cocciniglia è chiedere ancora
Per non rispondere alla ragione del fuoco
E cedere al dolore
Splendente e vivissimo come qualsiasi amore mio ossessivo.
Il colore è rosso, è scarlatto
E’ l’inizio di un Mondo bellissimo ed irrequieto
Una cantilena di aversi e aggrapparsi al sentimento offensivo
E’ sicuramente la semplicità delle anime amanti e complicate
Per ogni oblio al turno
Per ogni plausibile futuro arguto.
Il più è fare di noi
Fiore di gigli, pagine in cammino e colori introvabili
Per soli impulsi dominanti
Dalla certezza di vagare fra la gente senza indizi
E senza chiaror di luoghi fuori luogo.
Quando si è amanti, si è consapevoli
Che le parole sono lana invitante
E l’intimità è seta fra brandelli...
Di cupidigia frenetica.
©
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