Roulette rossa

Alla frangente il pericolo indossa un’armatura.
Non teme ma è cosciente del sangue che va’ per temporali.
Nel sua burrasca beve e ride di noi.
Infernali umani e spaventosi poteri silenziosi.
Tempeste di mare e scheletri che tornano a riva,
intrecciati da corone di artigli mozzati.
Vengo, entro in te per non farti pensare...
SONO la tua condizione di malessere
SONO specialmente la tua ricchezza esteriore
e uno stato di povertà interiore.
SONO il diavolo al centro del salone e senza esitare mi prospero
con la tua bontà e gioco alla roulette rossa degli avvenimenti.
Ogni causa è una sorta di pelle e un cappuccio di sette
per ricrearti un pensiero inaspettato, velenoso e contrario al bene.
La notte è speciale per improvvisarmi,
per volgerti nel dono del male alto, più alto come le onde ignobili,
l’immaginaria fortuna.
Gli occhi parlano all’ignoto buio, sentieri e inseguimenti al crimine
e lì, t’infondo radici per cucirti addosso il marchio della tosse cattiva.
Infernali umani e spaventosi poteri silenziosi ed invisibili.
Loro vogliono sembrare umani ma in quella gabbia di libertà (presunta)
partecipiamo a testa china...
al progetto d’infedeltà senza scampo e veniamo a trattare
una resa ormai alla deriva del diavolo.
Loro vogliono, loro frugano fra le pieghe del tempo e delle ore
- l’inverno - e giocano alla roulette rossa degli avvenimenti scaduti
su di un tavolo bandito di parole, parole e parole per noi (così dicono)
circondato dal precipizio terreno e dal giudizio di un fiore che sviene di mal d’aria.
©
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