Aspettami

Non sentirò più il canto del vento
mentre accarezza la pioggia prima
che il sole asciughi la terra.
Non avrò più tra le dita lo scintillio pomposo
delle rose a grappolo profumate di porpora e
il greve sapore del grano non ancora pane
sarà dissolto nelle mie papille asciutte e
scarnificate.
Non volare via...
ho mille anni di te da scoprire,
di giochi e di canzoni da ricantarti
di vita non vissuta da regalarti.
Resta ancora un po’ qui...
le mie fiabe hanno un finale agro
ma vivido di vissuto, spingi il dito tra
le pieghe del mio cuore embolizzato di te.
Facile amarti con quel vestito di merletti
e sogni sparati alla luna, lascia che sia la vita
a decidere di noi.
Aspettami...
ti sposerò tra le stelle.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
...cantore della tenerezza... (Lia)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo28 marzo 2018
Esposizione semplice, ben scritta, in prosa, emozionante, perché velatamente nostalgica, seppur amorevolmente romantica. Dalla prima all’ultima riga, anche il lettore si sente coinvolto nel decidere quale genere d’emozione e sentimento interpretare, nel testo narrato. L’attesa crea aspettative e dona magia per un momento, un’intenzione, un incontro, la realizzazione di qualcosa che nell’animo si anela e si desidera raggiungere. Ben delineata la storia, volentieri l’ho letta. Bravo!
