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Spirituali 31 marzo 2018 · lettura 1 min · 836 letture

Non avevo previsto un Dio agnostico

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Ho cercato con la Luna ciò che è perduto. Sulla via della seta al suono di un’arpa, sulla strada di zucchero filato dove suonano i tamburi, sul sentiero delle spezie con musiche di violini, su mulattiere gnostiche nel suono degli organi. E tutto muore in questo mare di occhi in questo vento di parole prigionieri d’oscure volte fuggiam dalla morte, rotte le sacre tavole e perse l’auree regole. Finisce l’epoca del fioretto inizia l’era dell’ascia che nulla irto lascia e tutto è perfetto nell’ora di un Dio ateo.
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Immagine: Tempo Salva Verità da Invidia e Falsità (Franois_Lemoyne).

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Azar Rudif
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come sempre. (Antonella G)

Un caloroso saluto! (carla vercelli)

Commenti (1)

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carla vercelli2 aprile 2018

Abbastanza curiosa questa poesia, già a partire dal titolo che ipotizza la presenza di un Dio agnostico (un Dio che non si esprime sulla sua stessa esistenza?). Poi il concetto si fa più chiaro nelle strofe: si "sono rotte le sacre tavole e perse l’auree regole..." e quindi, per la mancanza di valori, tutto è alla deriva in questa "era dell’ascia", che non tollera e perdona nessuna imperfezione dell’apparenza ma in realtà taglia come una scure le cose importanti. Anche l’idea della morte (che dà un senso alla vita) è cancellata da questa epoca asettica di un Dio ateo (un Dio che nega la sua esistenza?). È l’uomo che si rapporta a Dio che lo concepisce agnostico, se non ateo. Molto apprezzata, nello stile di ricerca spirituale del poeta.