Scacco matto al mio buio
Io non so più scrivere d’amore
e forse non so più nemmeno amare
sento un bruciore a volte nella gola
quando salgono parole da pronunciare
abbasso lo sguardo, lo butto dentro il petto
e vedo campi sterminati
di un giallo cupo, che potrebbe somigliare al grano
ma non riconosco spighe
sento solo bruciare, forse un fuoco
forse un vulcano spento
forse la lava che mi ha sepolta
-sono anch’io un resto di Pompei, una donna intrappolata
nel suo abisso-
forse non sono niente e nemmeno voglio esserlo
forse leggendo Silvya Plath, mi sento binario parallelo
che porta alla stazione del silenzio
poi mi giro, vado oltre,
dammi le tue parole a scarabeo
nelle risposte della sera
e mi fermo, per un attimo solo risorgo
sulla scacchiera, con l’abito lungo a nascondere tutti i miei segreti.
Regina del nulla, tra le parole sacre dell’eresia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Testo assai diaristico, che rivela la verita letta (Galante Arcangelo)
Complimenti. Alla prossima. Ciaooo (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!