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Ribellione 18 aprile 2018 · lettura 1 min · 820 letture

Afferrando la coda della Cometa

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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La vita e la morte Io calpesto, dal nulla all’infinito Io vivo e di me rinato, solo avrete vuota lapide. Pensieri di nebbia, ora mostrate l’incerta città di squadrati abituri, panni svolazzanti e sabbia, nell’oscurità di una Luna che notte non vince. S’ode un canto fedele dal sentiero di Dio ed il Sole sorge una notte a spegnere. Scompare questo luogo memoria o incubo d’un bicchier d’acqua tempesta sul viso. Ma io vivo di vento e risorgo nelle tempeste quando la pace mi uccide ed ogni passo è stella dispersa nella follia d’una mente sull’orizzonte d’un cieco ove tutto scompare e confini non ho.
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Questa è dell’Arch. Versi che ogni tanto interpreta l’Azar pensiero e quando la follia e la razionalità si pareggiano, insieme potrebbero prendere un passaggio da una cometa e scoprire da lassù, che si era in un posto "piccolo- piccolo". E’ allora che la cometa diventa un ippogrifo capace di fuggire anche da un Dio che vive su sentieri e mondi di sabbia ove non lascia traccia e rimane un Dio disperso. Quando ciò accade diventiamo senza confini di spazio e di tempo tanto che anche le scritte sulla nostra lapide si cancelleranno.

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Magnifica poesia, complimenti (Lara)

Ammirata! (Antonella G)

Piaciuta moltissimo! (Patrizia Ensoli)

Bello rileggere questi versi (Elena Poldan)

Commenti (2)

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poeta per te zaza18 aprile 2018

Intensa e vera la "visione" dalla cometa, e non da una stella fissa, perché è indicativo il "percorso" in movimento, che non fa osservare dall’alto da un punto solo... Così si scorge la grigia consistenza degli incerti abituri del posto che ospita pensieri di nebbia, luogo che una Luna perdente non riesce a illuminare, ma, subito oltre, sul sentiero di Dio, il Sole che sorge a spegnere quella notte. Così è bello riflettere, pareggiando follia e razionalità, sul non farsi risucchiare da mondi grigi e ciechi orizzonti, ma, vivendo ritempranti tempeste, lasciarsi trascinare dal vento senza confini… libero.

Galante Arcangelo23 aprile 2018

Ho trovato il testo senz’altro interessante! Non è mai facile cercare di descrivere le ragioni di un differente sentire dell’anima, dinanzi ad argomenti spirituali ed introspettivi, come quello intavolato dall’autore, e, in questo caso, il tutto è stato fatto bene. La lettura è scorrevole, con uno spiccato gusto fantasioso e meditativo che non appesantisce il contenuto, ma, anzi, conferisce valore all’opera. Infine, l’originalità delle “doti” pensanti del poeta, sono state evidenziate chiaramente per sottolineare quella capacità di essere in grado di incontrarsi col divino, nonostante i diversi livelli di percepire ed elaborare la realtà circostante di uomini che seguono la coda della Cometa ad occhi chiusi. Sorprendente è la conclusione!