Afferrando la coda della Cometa

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Magnifica poesia, complimenti (Lara)
Ammirata! (Antonella G)
Piaciuta moltissimo! (Patrizia Ensoli)
Bello rileggere questi versi (Elena Poldan)
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Intensa e vera la "visione" dalla cometa, e non da una stella fissa, perché è indicativo il "percorso" in movimento, che non fa osservare dall’alto da un punto solo... Così si scorge la grigia consistenza degli incerti abituri del posto che ospita pensieri di nebbia, luogo che una Luna perdente non riesce a illuminare, ma, subito oltre, sul sentiero di Dio, il Sole che sorge a spegnere quella notte. Così è bello riflettere, pareggiando follia e razionalità, sul non farsi risucchiare da mondi grigi e ciechi orizzonti, ma, vivendo ritempranti tempeste, lasciarsi trascinare dal vento senza confini… libero.
Ho trovato il testo senz’altro interessante! Non è mai facile cercare di descrivere le ragioni di un differente sentire dell’anima, dinanzi ad argomenti spirituali ed introspettivi, come quello intavolato dall’autore, e, in questo caso, il tutto è stato fatto bene. La lettura è scorrevole, con uno spiccato gusto fantasioso e meditativo che non appesantisce il contenuto, ma, anzi, conferisce valore all’opera. Infine, l’originalità delle “doti” pensanti del poeta, sono state evidenziate chiaramente per sottolineare quella capacità di essere in grado di incontrarsi col divino, nonostante i diversi livelli di percepire ed elaborare la realtà circostante di uomini che seguono la coda della Cometa ad occhi chiusi. Sorprendente è la conclusione!


