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Amore 22 maggio 2018 · lettura 1 min · 2852 letture

Pochi decimi di efa e un grano nuovo

Claudia Sogno 87 poesie pubblicate
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Pochi decimi di efa e un grano nuovo, nella ciotola di biada, al primo anello. Ridursi è gioia da quando mi hai insegnato a carezzare come un salice il suo fiume, che tacere non è fare del silenzio, ma la fonte di uno stare doloroso nel più intimo dei luoghi che ha una madre, quando ha perso la sua luce oltre le cime, e si raccoglie nel lucido mistero di un grande uccello _ che attraversa il mare con il respiro quieto di un bambino mentre dorme nella stanza accanto.
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Immagine G. Braque

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Claudia Sogno
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Meravigliosa... un gioiello da conservare... (santo aiello)

Brava: ti fai riconoscere per quel che scrivi! (Galante Arcangelo)

Commenti (2)

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Antonio Terracciano22 maggio 2018

E’ molto difficile per me, pessimo lettore di poesie ermetiche, commentare un’opera come questa, ma sento il dovere di farlo, per una volta, perché da essa emana un fascino particolare, sembra una poesia nata proprio da un sogno, come Sogno è il cognome della poetessa. Posso appena dire che vi scorgo un’originale vena metafisica molto personale, anche se non la so analizzare approfonditamente (evidenzia il piacere della piccolezza, dell’isolamento?) Mi trovo di fronte a questa poesia quasi come davanti a certi film di Federico Fellini: ne apprezzo la bellezza onirica e me ne lascio passivamente conquistare. Spero che la poetessa saprà perdonare le eventuali inesattezze di questo mio modesto commento.

carla vercelli23 maggio 2018

La trovo bellissima... anzi magnifica... una di quelle poesie che incantano alla lettura, sovvertono gli schemi mentali e ci si trova sbalzati in un quadro astratto o surrealista dove l’immaginazione ha la padronanza assoluta... Io vi leggo un rapporto d’amore e di apprendimento, probabilmente quello con la madre. Molto apprezzata!