Scende la sera

I tuoi sogni sono semenze nell’orto deserto.
Tutto il mondo ti ha fatto mangiare solo parole disposte a morire
e tu hai imparato a nutrirti di fumo alle stazioni solitarie.
Sono incalcolabili le ore a pezzi con le pietre.
Impazzito è l’ascensore che sale e scende
senza un piano da presentarti.
Ma rimani in piedi a svuotare tutti i bicchieri
per riempire tutte queste strade assetate di aiuti muti.
Ti cade sulla testa quel sogno nell’oblio,
molecole che ti frugano dentro
e che ti abbandonano in un paese senza nome.
Ti incolli sulla sponda di un faro
ad aspettare il mattino ferito
ricoverato in un ospedale.
Senza più lamentarti, preferisci rinnegare
una terra inospitale solo nello sguardo nascosto.
Scende la sera con il velo sugli occhi,
mentre il vento ti travolge in lacrime d ‘estate
nel fondo della terra.
E scende la sera...
Adesso arriva, ancora, la notte.
E non c’è nessuno, veramente, accanto.
©
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