Verrai a prendermi

Me ne vado lentamente
tra resti di sogni solitari e liquefatti
mentre tanta gente fruga e s’affanna
nelle cime affollate della normalità
per trovare un giorno di felicità.
Non fanno per me i lunghi corridoi di attesa
per la riverenza della terra.
Sono un suono strano su una banchina abbandonata
che s’allontana dalle fecondazioni delle abitudini.
Sono il respiro ingenuo che s’allontana
dalla voce dolce dell’inganno nero.
E mi piace stare con gli astri più grandi
dove non perdo mai nessuna parte di me.
Nessun versante che conobbi fu vero e grande;
solo il dolore piegato in quella pellicola di carne
dove mi fu portata via l’unica cosa che- per un attimo-
fu veramente mia.
Nel tormento più grande, tu così minuscolo
verrai- finalmente- a prendermi.
©
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