Il sonno delle piante
Claudia Sogno
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Gli uccelli in stormo o una fila di formiche
sanno che il principio fu nel verde,
se nel becco c’è un ulivo, terre emerse -
per piantare l’ebbrezza nell’asciutto
il tuo sesso è tenerezza sulla terra
sembro fermo ma cammina, come gli alberi -
dove un buco li ferisce viene nuovo
un altro ramo, se gli offri una talea,
propaga il suo giardino sui viticci.
Un chiamarsi che innamora, le parole
più sottili delle piante, fanno odori
in aria come rune per l’amore
_ E il nostro seme?
saprà andare lontano all’acquabuona?
Lontano dalle madri? In qualche spazio
c’è altra luce che ogni notte fa radici,
che si solleva con le foglie come mani
per rendere invisibili i suoi figli
nella stessa posizione di riposo
che avevano alla nascita i germogli?
Il sonno delle piante è un testo sacro
che s’immerge nel fiume di portata,
come un dito sulle labbra e gli occhi chiari
a ogni congedo, un recitato di preghiera.
©
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Claudia Sogno
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