Anonime compagne di viaggio
Quel giorno in treno
t’accomodasti a me di fronte
ch’eri curiosa, si capiva,
di costatar l’effetto
del tuo succinto abito
l’alone che portasti
chanel numero 5
di sigaretta il lezzo.
Convinta eri che io
volessi tesser discorso
pietà provai per l’umile
intelletto che mostravi.
Come per incanto
non so a quale fermata
accanto a te Comparve
avvolto, un dolce viso,
in monacale velo
due occhi grandi e angelici
con luce celestiale
penetrarono la mia anima
ricordo che con lei
parlai per ore e ore
senza provar stanchezza
mai nominammo il Cielo
ma il Cielo era tra noi.
Non mi accorsi quando
non mi accorsi dove
decidesti di scendere
dal rumoroso treno
ricordo bene invece che
portasti via con te
quell' acre odor di fumo
compreso il tuo profumo.
Avvolto
in monacale velo
chissà dove sarà
quel viso celestiale
di una cosa son certo
ci rivedremo in Cielo
©
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