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Amore 9 giugno 2018 · lettura 1 min · 704 letture

Eros, il maligno

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Matteo Tiburzi 37 poesie pubblicate
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Eros, avrò la tua testa su un piatto d’argento, con le tue ali ci farò un ventaglio, brucerò le tue freccie spezzerò il tuo arco insultando in eterno il tuo nome. Quel che doni è una maledizione, un piatto amaro dall’aspetto dolce, una rosa che nasconde le sue spine, un oceano pieno di abissi. Quando il telefono squilla, non è detto che qualcuno risponda, l’oasi, che l’assetato punta nel deserto, si rivela un’illusione, e la terra promessa una menzogna. Eros, perché mi hai colpito? Perché mi hai ferito ancora? Lasciami solo e togli la tua freccia con dolore, ricucirò il mio cuore e raccogliendo i cocci della mia giovinezza, incatenerò il mio desiderio, dentro una stanza buia, cosicché, la luce accecante del suo sorriso, non mi potrà più raggiungere.
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Matteo Tiburzi
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