Il cinguettio delle migrazioni
Apri gli occhi in questo mondo
la tua vista è solo dentro te,
la terra è terra, qui, lì,
in ogni dove indifferente.
Ognuno è un angelo
un canto sereno,
un cinguettio di penne
soave, dolce, sensibile
nella comprensione salomonica dell’immortalità.
La buia debolezza
è la forza del richiamo mattutino
debolezza che fugge la fame
nel rincorrere la primavera.
Tutto tace nel tempo freddo
fino a quando il risveglio
torna nel cielo.
Nessuno conosce l’origine
ma giungere dove il cielo è azzurro,
dove sbocciano germogli
è gioia che non parla,
che si ode nell’anima sensibile.
Partire per librarsi liberi
sfiancarsi di fatica,
tristemente piangere il compagno di viaggio
caduto, stramazzato alla ricerca del suo futuro,
vivo ancora nel suo ultimo desiderio
di raggiungere l’altra terra.
Chi approda al nuovo porto,
vive la libertà della paura scampata
ma ben altre fatiche inizieranno presto
per chi trova accoglienza, per chi scopre desolazione.
Il viaggio per la nuova vita è una speranza
non sempre agognata.
Spesso ali fratturate dal vento in burrasca
lasciano scie di sonno eterno,
spesso il posto non è quello sperato
ed altri predatori si nascondono insidiosi
da non permettere il risvegliarsi della vita,
di costruire un nuovo nido ed un futuro.
Ma il peggiore predatore resta ...
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