Mi manchi dentro l’ O di Giotto

Mi manchi tu
tenebrosa beatitudine.
Le tue parole sussurrate sotto il sole
al suo cadere, si mescolavano
all’aria fiorita di giugno.
Ah era il nostro cuscino di piume.
Ogni verbo una magia e anche
l’ultimo raggio a sapore di labbra.
Ogni bacio cambiava colore,
specchiava nel mare
la mia innocente poesia.
Mi manchi,
tu che di me facevi regina la mia forza,
impeto abbandonato alle tue voglie.
Mi manchi tu
prova d’amore dopo la tempesta.
Tu, amante sconsiderato
di ogni mia vibrazione .
Mi manchi tu
tu che sei imperfetto
come il tempo d’aprile.
Ma perfetto per me
come l’o di Giotto
dove io sono dentro
e aspetto di riprendermi
quel pezzo di me andato perduto lungo la strada.
©
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