Abito lì
Abito nei rapidi
esacerbi turgidi
di un’aroma raffinato
abito nella strada
che percorre solo chi
si sente ospite
dell’aprioristica
nel balcone
stendo le vesti
del declivo negato
e se dedico un po'di tempo
al ritratto del cielo
vedo l’inutile estetica
lambire le mendicanti
istantanee narcise
abito nel portone
dall’aspetto fallace
e non bussa mai nessuno
o non apro mai a tutti
e non è solitudine
e non è cinismo
devo ancora rincasare
e nessuno mai mi trova
abito nel caduco infinito
dalle casuali sfumature
con i vasi restaurati
nella fissità delle finestre
abito al sutra della notte
nel vicolo parallelo
alle prime luci del giorno
vicino al negozio di eremiti
che vive solo a sera
abito al numero visto
accanto al mio corpo
ormai sfrattato
©
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L'autore
Sincity
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