Parole effimere
Non avrei voluto dire nessuna parola, perché non credo si possa descrivere lo strazio di morti cosi assurde.
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Lo sfarzo di un tempio ubriaco d’ipocrisia,
inginocchiato sulle anime ricomposte dentro i salmi,
ancora confusi tra la polvere e il sangue rappreso.
straziati in un urlo che si perde nel vuoto.
In un viaggio di risa incontro al sole
lungo il ponte che pareva sorreggere il cielo,
con le braccia protese di un gigante immortale
sembrava di volare sulle ali invincibili di un’angelo.
Imprevedibile come una bestemmia
sentivano il cuore scoppiargli dentro il petto,
mentre cercavano di aggrapparsi alle sartie del cielo,
chiusi dentro un destino che cadeva sulla città.
Come un Domino impazzito che trascina numeri improbabili
accartocciati dentro cumuli di angoscia,
sono vite straziate in attimi interminabili,
dentro il mutismo sbigottito di un gigante incredulo.
Oggi si piangono Madri e bimbi strappati alla vita,
mentre sfilano uomini senza alcuna vergogna
dentro proclami di fatue parole
osannati dietro un altare come stolti profeti.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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