Specchio bugiardo
Oggetto crudele, tu sei lo specchio
ostenti un volto che non conosco
non sento nemmeno ciò che esibisci.
Da quando messo a germinare
sento che poco tempo è passato
dal di in cui nel ventre di genitrice
fui messo li ad aspettare
il giorno in cui offrire i miei natali.
Mostri rughe e bianchi capelli,
ma il mio occhio è vivo, brilla di luce
non è possibile non sono io
troppa energia in corpo sento
guizzi d’ardore il cor si concede
dolce pulzella nemmeno disdegna.
Sai che ti dico specchio bugiardo
io me ne frego dei sette anni
di affanni, sciagure e tante disgrazie.
Con gesto sicuro e repentino
dal muro ti stacco e giù dal balcone
con mia compiacenza ti butto con slancio
in giro andrò col capello arruffato
se prendo coraggio gli do una tinta
chi se ne frega, prima di me tu sei finito
torno a rivivere incosciente la vita
evviva l’età che dentro mi sento
©
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Commenti (2)
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N
Nicomar7 dicembre 2007
intensa poesia, la descrizione della realtà del tempo che consuma esternamente, la tristezza che avvolge, al pensiero dell’età che aumenta, ma la consapevolezza, la forza l’energia dello spirito che incita a vivere ancora, pensando sempre positivo, di gustare ogni attimo, ogni emozione che aiuta cmq a fare pace col mondo e con ”l’essere di carne”, uomini deboli e mortali…
A
Antonio Merulla7 dicembre 2007
Davvero molta bella e incantevole molto riflesiva e veritiera al cospetto degli anni che passano.