La fune
Pezzi di carta che arrotolo e fumo
son le parole che non ti ho mai detto.
Fumo che sale a fondersi in cielo
a quell’azzurra volta profonda.
Fogli che mai vider segni tracciati
sillabe mute all’orecchio di un sordo.
E’ stato meglio guardarsi negli occhi
e non profferir illusorie promesse.
Cammino sempre sulla corda ben tesa
in equilibrio senza rete di sotto.
Un piede avanti e l’altro che segue
guardare avanti la regola base.
Dritto davanti incontro i tuoi occhi
leggo le stesse parole mie mute.
E’ stato bello incontrarsi per caso
su questa fune senza rete di sotto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bello questo verseggiare in quartine. Segnalo. (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!