Occhi che spogliano.gocce che toccano
Ed oggi,
mi sei intollerabile pioggia.
Tu, che se mi cogli d’improvviso, mentre cammino,
puoi toccarmi in ogni dove.
Sei invadente,
come a volte gli sguardi degli uomini,
che filtrano attraverso i vestiti.
Occhi che spogliano,
gocce che toccano..
Mi chiedo,
se le mie,
siano manie di persecuzione,
ma la mia pelle è umida,
e prima, un uomo, sul ciglio della strada,
i vestiti,
con gli occhi m’ha tolto.
Ho camminato nuda sul marciapiede
E solo quando a passo svelto,
mi sono allontanata dal suo raggio visivo,
solo allora,
mi sono ritrovata vestita e composta,
nella mia riservatezza.
Cerco clemenza,
ma essa spietata m’ignora..
Arida è a volte, la consolazione.
L’astrazione,
la sensibilità,
del poeta
e della donna ferita,
non hanno reale giustizia.
Occhi che spogliano,
ma che l’anima non vedono.
Gocce che toccano.
Ma non lavano i disagi.
Privacy palpeggiata,
che non si può denunciare.
Il male esistenziale a volte riposa,
ma come pioggia su terra nuda,
a volte in ogni dove,
coltiva disagi,
trovando terreno fertile…………
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Kartagine
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