Lettere dall'orfanotrofio
Portato da gocce che specchiano il tuo universo
lecco rugiada e liquefa il sorriso dell’estasi
orbo mi disseto con la tua bocca a sgorgo di sangue
sdoppiato dentro la tua pancia scopro che rinasco bimbo,
Ogni istante
Sei la donna che diventa golfo di buona speranza
al centro come vortice di carne il tuo ombelico
aspira i peli che hanno solleticato i miei sedici anni
in una notte chiara colgo tutte le stelle
incastonandole nei tuoi occhi, ricostruisco quel ’universo
Che ho amato insieme a te.
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Commenti (2)
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Triste9 dicembre 2007
Struggenti versi dove traspare in tutta la sua forza il desiderio d'amore primordiale... quello con la propria madre.
Clelia Maria Parente9 dicembre 2007
Si nota tutto l'amore viscerale che il poeta ha desiderato dalla propria mamma... Stupendi versi, sentiti, amati e manifestati a tutti noi... Non c'è rapporto più bello che quello della persona che ci ha messo al mondo, anche se a volte essa ci manca e non ci è vicina nel difficile nostro percorso della vita...

