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Amore 24 settembre 2018 · lettura 3 min · 1928 letture

Il cassetto degli oggetti taglienti

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Abi 8 poesie pubblicate
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E’ l’amore una grave malattia? Annosa e controversa è l’evidenza, uno stato alterato di coscienza? Di legami irrisolti proiezione desiderio di entrare in relazione con altri da sé stessi, che si è a noia? Qualcuno da cui tornare la sera una certezza, una sicumera un mito irraggiungibile ai più un sogno lentamente consumato, stropicciata foto di gioventù perduta, par strano averla creduta. O solo chimica molecolare, varietà di ormonali secrezioni dopamina piacere ed euforia dolce calore dell’ossitocina, romantico alchemico alambicco celata sede di ogni perché, cercato nell’empireo altroché e invece solo scherzo di natura che vuole garantirsi duratura. Andate e riproducetevi suvvia tutto il resto, che cosa vuoi che sia. Non c’è ragione in questa ossessione. Non tenerezza, e neppure bontà perché non c’è realtà in questa ossessione. Lei non è reale, se mai è stata altro che fragrante desiderio incredulo di sorte e di fortuna: pareva un sogno ad occhi aperti parevano orizzonti inesplorati, è una gabbia di trapani puntati che girano instancabili ronzando, crivellano un morto cielo le stelle divenute voraci buchi neri. Amori impossibili rimangono irrisolti fiori sottratti al tempo ignari di dare tanto tormento. Che ne sapeva piccola Beatrice di quell’amore bruciante di Dante, venerazione intrisa di parole e di lacrime, versate come rime nei secoli dei secoli a sgorgare. Un uomo fatto, a spiarle nuca e collo l’orecchio ed il pendente che l’aggrazia le labbra, le ciglia, gli occhi bassi non sono cose ch’abbiano ragione... amore infelice, ossessione. Non oso per un infelice amore usare invano la parola amore, anche se non so che sia davvero, e nessuno par saperne di più. Ma so che fa male, e taglia pure foss’anche solo un illuso sogno fossero anche non dette parole non foss’altro che gioco di bambino, il desiderio che non può far vero, il taglio sanguinante nella mano che incredulo guardi aprirsi piano, il sangue sgocciolare denso, rosso. Non oso per un infelice amore usare invano la parola amore, ma non saprei trovarne altra uguale e voglio farmi un nodo al fazzoletto tatuarmela a sinistra, qui sul petto per ricordarmi ciò che cosiddetto amore incidentalmente insegna: bada a te se improvvido e distratto nell’urgere d’incauta leggerezza allungherai la mano con veemenza e con fiduciosa forza stringerai, nel cassetto degli oggetti taglienti.
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