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Morte 10 ottobre 2018 · lettura 2 min · 843 letture

Cantico a mia figlia

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gabriele vacca 162 poesie pubblicate
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Carezzo, le tue gelide guance e la mia mano si espande sulla fronte, accarezzando infine le sopracciglia sottili del tuo bellissimo viso e con gli occhi carichi di pianto mi chino, dandoti un mistico bacio sulla fronte, e sulle guance estinte: carezzo le tue mani pensando nel mio cuore di darti un po’ di calore: ma tu, non ci pensi neppure di alleviarmi il dolore: Io ti carezzo ancora, sperando che da un momento all’altro il miracolo, che il mio delirio invoca si avveri, e gli occhi tuoi dischiuda ormai per sempre chiusi. Guardo i tuoi riccioli bruni che da pochissimi giorni portavi, ed io, senza farmi notare guardo, e ti vedo ancor più bella che mai. Figlia, figlia mia che quel destino ingrato prendendoti per mano ti portò via d’un tratto e carpiva, incurante un’innocente vita nella sua tenera età. Ora il mio pollice assale quasi volesse inciderla sulla tua fronte schietta il segno della croce. Oh morte, che sempre aspetti cogliendo di sorpresa chi meno se l’aspetta. Dimmi, se pur fosti perfetta dov’è la tua vittoria? perché la mia bambina limpida come neve e bella come un fiore sta insieme alla Madonna nell’eterna Sua gloria.
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L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

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Commenti (1)

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Francesco Cau21 ottobre 2018

dolore immane la perdita di una figlia dove il cuore non trova pace nel cervello.