La mia elegia tardiva
Le parole scolorivano dolenti
tra le righe liberate di un estro fuggitivo,
nei morsi ammutoliti di miei pensieri nudi,
della mia maschera imperfetta.
Il mio tempo ha camminato sui campi di elicriso
per raggiungere la tua ombra silenziosa,
mentre i gabbiani si nutrivano del mio cuore stanco,
affondato in un oceano scevro di orizzonti.
Ho dipinto mille volte sulle pareti del cielo
calcando le mie mani dentro la tua anima,
avrei voluto estirpare il tuo dolore
per rinascere oltre il mare come un pescatore di stelle.
Mentre mi inginocchio dentro un’elegia tardiva
grido la mia rabbia impotente al di la di un altare,
nel silenzio che mi disorienta,
aggrappato disperatamente alle mie parole.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
ho apprezzato, ma forse non ho centrato, scusa! (Marinella Fois)
Saluti e LIKE! (Marinella Fois)
Commenti (2)
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s
santo aiello24 ottobre 2018
Una bella lirica, ricca di pregevoli immagini ad effetto. Spazia in diversi luoghi dell’anima, in un ricordo forse ormai lontano. La chiusa poteva essere più accurata, ma questo nulla toglie a questa bella poesia. Complimenti...
Marinella Fois24 ottobre 2018
Versi che straziano, sembra di essere immersi in una catarsi, forse un dolore per amore o per una perdita importante.
