Notte senza dimora
Balenano gli avanzi
di lusinghe smemorate
lasciate agli angoli
per i pigri pensatori
le loro finte dimore
non ospitano le mie notti
e la fame per
quell’elemosina quotidiana
in cui s’incontrano
gli affamati come me
non mi danno mai
la parte migliore
della loro diversità
mi rimboccano a sazietà
con la paggiore
delle mie somiglianze
scricchiola il tetto della sera
che sorregge
il peso dei dispersi
in cerca di pace
brancolano di ricordi
gettandosi
nel vuoto conosciuto
ed io spalla a spalla
col nulla pensare
li lascio cascare
ormai è tardi
e la mia notte è ancora
senza dimora
e il tuo sorriso
non mi appartiene più
e poi ora indossi
una pelle ruvida
le mie mani
non ti possono sfiorare
©
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Sincity
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