Bruciori
Inginocchiato al capezzale erboso del dolore,
giovane folle esuberante della vita, venni da te
per ripartire con una borsa di lacrime in grembo.
Leccai il trapasso delle stelle tra fumi d’ortensie
marcescenti e la brezza dello scandalo mi disperse
come cenere bionda lungo i promontori del buio.
Mi mossi di soppiatto come in una partita a scacchi
con la luna e i denti di diamante mostrai al mio vuoto:
ricoperto d’uno sciamito di nero affogai nel pozzo
d’un bacio senza fondo - e fu notte e fu giorno
sul nostro deserto e infangato di rosso mi volsi
ai violini del vento - uno schiccar di minuti come
acini d’ebbrezze schiacciate e il silenzio mi ridonò
a un Carnevale d’anime addormentate.
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Commenti (1)
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Elena Poldan1 novembre 2018
Un susseguirsi di immagini evocative d’una vita in bilico fra delirio e sogno, ben costruite, ma che sembrano venute fuori senza troppe cure. Il risultato è un testo che trascina in un vortice di colori a tinte forti, ma che non conduce verso alcuna meta. Bohémienne.
