E un’altra notte
E un’altra notte si ricuce
sullo squarcio dei nostri giorni.
Lacrime di marmo scivolan
via lungo i parapetti del tuo
sorriso assente.
Supino al centro d’un vortice
di meliche sanguinanti
aspetto l’ora della mia partenza
dietro al soffio d’un crisantemo.
Finché, nel torpore d’una gelata,
sarò svanito in un caldo anfratto
lungo il tuo muro e saran solo
le stelle a comprimermi in
una cornice corporea.
E un altro minuto si rimargina
sulla piaga scabra del tempo.
Strappami, mentre m’eclisso,
dalla corolla d’un bacio d’argento.
©
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