Abitudini del cervello
Abitudini del cervello
nella stranezza della sera
il destino azzarda
disinvolta presunzione
curando la carie
di un altro eroso anno
nell’arcata vitale
e mentre siedo alla panchina
il parco pian piano s’innamora
degl’ultimi tenui raggi calati
a solleticar il lago
risuonano brezze di lontanza
per visioni impossibili
nei ritardi temporali
nessuno mi somiglia
o siede accanto a me
con tenace verità
a smascherare le illusioni
di cui il torto m’invecchia
annaffio le scelte
del capire reale
con l’indefinibile
guardarmi antiquato
e fiorirà la rabbia
racchiusa dietro le parole
in attesa di chi
la reciderà
ma tutti
come ingannati
senza scampo
affinano tecniche
di suggestivo olfatto
concedendosi impuri
alle omologate siepi
sciocchi profumi
evaporano in neologismi
d’incolta negazione
paralizzando i colori dell’autunno
nel risveglio della primavera
e anche il parco si sente a disagio
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Sincity
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