Fango
Fango,
nient'altro che fango,
impastato nel fondo
del mio bicchiere,
dove ho smesso e rismesso
tante volte di bere.
Limpida l'acqua
della mia intenzione,
si mischia alla terra
di dove son nato
e dove ritorno
...ogni volta che vuole.
E ogni volta è scoprire
lo stesso destino
di quando pregavo,
tristemente bambino,
che giocava con gli altri
...ma piangeva da solo.
E ogni volta è assaggiare,
in un sorso di vino,
il sapore del fango
raccolto in giardino,
dove Abele sognava
...finché venne Caino.
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Commenti (4)
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Rossodisera13 dicembre 2007
versi che fanno molto meditare, sulla violenza subita, sulla violenza che facciamo al nostro corpo perché non riusciamo a perdonare prima di tutto noi stessi dell'accaduto, molto cruda e molto sentita, bella lettura.
D
Daniela Mazzotta13 dicembre 2007
versi che soffiano striduli sofferenza per abusi di violenza subito..un blues questa poesia dai toni forti Ci sono cose che non si possono cancellare, si possono ritrovare in un sorso di vino Il termine fango designa poi la dolorosa condizione subita
Giovanni Monopoli13 dicembre 2007
bei versi che accompagnano un grido di allarme per tutti quei bimbi che hanno subito e purtroppo ancora subiscono le violenze... una giusta riflessione si impone
Paolo Ursaia13 dicembre 2007
Versi dell'anima, eleganti e struggenti, di condanna sussurrata, eppure netta e straziante


