Alla fine
schiantata
su di un masso
aguzzo
la fiducia
agonizzante
mi chiama
io non
rispondo
non odo un solo motivo
adesso sarà
a crogiolarmi
il mio nichilismo
saranno
gli sguardi
biechi
che ho imparato
ma in verità
la mia forza manca
nell'accettare e nel respingere
debole ed ottimista
alla fine
tengo
poche briciole di pane
in tasca
ma sceglierò io
i sentieri
farò amicizia con i dirupi
i fiumi in piena
ed i lupi
ascolterò
dal fondo della valle
la mia speranza
riprendersi
deriso
da chi cammina
con
le spalle al muro
terrò la fiducia
tra le mie mani
un uccellino
ferito
sarò io ad accudirlo
anche quando
la gente
stupita
si sarà dimenticata
il suo canto
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia13 dicembre 2007
Versi brevi, a volte aspri, per un urlo di ribellione, per una appassionata professione di fede nell'animo umano
Enrico De Marzo13 dicembre 2007
Non temere non sei solo... inno alla fede nello spirito umano, evidenziato da versi brevi e estremamente crudi... Molto bella la fine; e che quel canto si possa udire per altri 1000 anni...

