Silente, te ne vai

Negli occhi il tremore dello scalpitìo
dei cavalli da guerra, nei capelli
la rabbia schiumosa del vento che
ondeggia, or come un’onda leggera
sugli scogli, più in là come un ceffone
sulle foglie ruvide d’autunno.
Silente da me te ne vai, per sempre.
Nemmeno l’odor delle nostre mani
ti farà più voltare indietro.
Né il ricordo delle nostre intese
ti lacererà più il cuore. Solo
un lampo di fuoco ti riaccenderà
la luce. Che tu spegnerai, per
non riavermi più. Finché da qui
a dieci lustri sarai lontana, sola,
di fronte all’eternità. E le chiederai
di passare, di capirti, d’ascoltarti.
Ma lei ruggirà di nuovo
il mio nome. Che tu griderai.
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