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Sociale 22 marzo 2019 · lettura 1 min · 1136 letture

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GiusPalma 29 poesie pubblicate
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Tasche bianche stracciate dai chiodi, una ràfia come cinta e scarpe grosse color marrone. Guance rossastre, tinte dal sole di mezzogiorno. I capelli scuriti dal vento di marzo, sulla fronte tante rughe come binari d’un treno perduto tra le campagne nascoste. Solo, se ne torna a casa al calar della sera. Quando il sole color fuoco diventa d’arancio. Tiepida quell’aria l’accompagna al focolare. Le sue mani, dure come pietra calcarea, accarezzano docili il capo di quattro figliuoli. Poco il denaro. Mai mancò il pane. Dinanzi a quel camino si sente, forte, l’odore comignolo della legna che arde. Tutto questo ha un nome, scritto col sudore su pareti di calce bianca. Si chiama dolore, ma fiero si pronuncia dignità.
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Poesia scritta il 22 marzo 2019.

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GiusPalma
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