Isabella d’Aragona

Dietro le mura di questa facciata
spunta sornione un velo di lino.
Dentro v’è avvolta Isabella,
Signora d’Ostuni e figlia d’un Re.
D’un Re d’Aragona, che sul trono
regnò il tempo d’una stagione.
Così mi rivolsi a Lei - Dove vai così
di fretta, dove vai? Anima bella
d’un tempo che fu -
- Vi guardo, dello scempio
che fate di questa Storia. Questa Cinta,
quelle Torri, sono vostra ricchezza,
vostro onore. Non deturpatemi più,
ch’a veder l’asfalto tra le viuzze mi
viene il magone - Sparì così, al tocco
della mezzanotte. Mentre verso casa
me n’andavo m’apparve di nuovo
tra una volta e tre scalini. Mi strizzò
un occhio. E scomparve leggera
tra la luna e il suo sciame di stelle.
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